Come il nuovo strumento di segnalazione dell'IA di LinkedIn sta cambiando la distribuzione dei contenuti
Pubblicato il August 21, 2026
LinkedIn ha lanciato una funzione dedicata che permette agli utenti di segnalare i contenuti che percepiscono come output di intelligenza artificiale a basso sforzo, determinando un calo significativo del 40% delle visualizzazioni per tali post. Questa iniziativa mira a ripristinare l'autenticità sulla rete professionale, offrendo agli utenti maggiore controllo sull'esperienza della propria feed e incoraggiando i creator a privilegiare spunti genuini rispetto al volume automatizzato.
Punti chiave
- Oltre un milione di utenti hanno utilizzato la nuova opzione di segnalazione "sembra IA generica" nelle prime due settimane dalla sua disponibilità.
- I contenuti identificati come IA generica hanno registrato una riduzione del 40% delle visualizzazioni complessive dall'introduzione della funzione.
- Segnalare un post come IA generica influisce solo sulla feed dell'utente che effettua la segnalazione; non penalizza automaticamente la distribuzione globale del post a meno che non si verifichi un'affollamento di segnalazioni.
- LinkedIn definisce "IA generica" come testo curato ma vuoto, privo di esperienze personali, prospettive o spunti originali.
- La piattaforma sta utilizzando lo stato di verifica come segnale per aiutare gli utenti a filtrare le interazioni autentiche con esseri umani.
- I creator che ricevono numerose segnalazioni potrebbero ora ricevere notifiche che li invitano a rivedere la propria strategia di contenuti, anziché subire penalizzazioni immediate.
Comprendere la definizione e l'intento dell'"IA generica"
Il cuore di questa iniziativa risiede nel modo in cui LinkedIn definisce i contenuti problematici. Secondo Sam Corrao Clannon, responsabile del prodotto per i creator su LinkedIn, l'"IA generica" è definita internamente come contenuto che può apparire sofisticato o curato ma che fondamentalmente manca di sostanza. Questi post non offrono esperienze, prospettive o spunti unici. Invece, consistono in testo generico progettato esclusivamente per occupare spazio e catturare l'attenzione senza richiedere uno sforzo genuino da parte del creatore.
È fondamentale distinguere questa funzione da un divieto generale sull'intelligenza artificiale. L'opzione di segnalazione non è intesa per colpire tutti gli usi dell'IA nella creazione di post. Ad esempio, l'utilizzo di strumenti IA per affinare il linguaggio o migliorare la grammatica rimane accettabile. L'attenzione è specificamente rivolta ai "post spazzatura" che gli utenti non desiderano vedere. Inoltre, Clannon ha chiarito che questa non è una via di segnalazione per violazioni delle policy. È invece progettata per dare agli utenti individuali maggiore controllo sulle proprie feed, fornendo al contempo a LinkedIn dati su ciò che costituisce un contenuto a basso valore.
"Questo è un modo per dare ai fruitori più controllo sulle proprie feed, permettendo loro di dire che non sono interessati a contenuti che suonano come testo generico e vuoto generato dall'IA", ha spiegato Clannon.
Come la segnalazione influisce sulla distribuzione e sul feedback ai creator
Una preoccupazione comune tra i creator è se la segnalazione di contenuti possa impattare negativamente la visibilità del post su tutta la piattaforma. LinkedIn ha chiarito che il meccanismo è principalmente personale. Quando un utente segnala un contenuto utilizzando l'opzione IA generica, questo influisce solo su ciò che quell'utente specifico vede nella propria feed. Non riduce necessariamente la distribuzione complessiva del post agli altri utenti.
Hari Srinivasan, Chief Product Officer di LinkedIn, ha sottolineato che nessun singolo feedback determina come i contenuti vengano distribuiti. La piattaforma si affida a una combinazione di molti segnali e ha implementato misure di sicurezza per impedire che il feedback individuale venga utilizzato per prendere di mira ingiustamente altri membri. Tuttavia, se un gran numero di utenti LinkedIn segnala la stessa problematica riguardante un post specifico, ciò potrebbe influenzarne le prestazioni complessive.
Per supportare i creatori in questo nuovo scenario, LinkedIn sta introducendo notifiche per gli utenti che ricevono un elevato volume di segnalazioni relative a contenuti generati dall'IA (AI slop). Questo approccio è informativo piuttosto che punitivo. L'obiettivo è incoraggiare gli utenti che potrebbero aver pubblicato materiale di bassa qualità a modificare il proprio comportamento, avvertendoli delle potenziali criticità legate allo stile dei loro contenuti.
Misurazione dell'impatto e prossimi passi
I primi risultati di questa iniziativa indicano un cambiamento nei modelli di engagement degli utenti. Srinivasan ha riferito che i contenuti complessivamente classificati come "AI slop" stanno registrando il 40% in meno di visualizzazioni rispetto a poche settimane fa. Questa riduzione suggerisce che la funzione di segnalazione sta curando efficacemente l'esperienza degli utenti, riducendo la priorità dei materiali realizzati con poco impegno.
Nonostante questi progressi, LinkedIn riconosce che c'è ancora molto lavoro da fare. Srinivasan ha dichiarato: "Nonostante i progressi, sappiamo di avere ancora molto da fare per garantire che LinkedIn rimanga un luogo dove puoi trovare persone reali e prospettive autentiche... questo aspetto rimane una priorità assoluta."
Per contrastare ulteriormente la diluizione delle interazioni autentiche, LinkedIn sta incoraggiando gli utenti a completare il processo di verifica per confermare la propria identità umana. La piattaforma sta ora utilizzando lo stato di verifica come segnale che permette agli utenti di filtrare le risposte all'interno dell'app. Combinando lo strumento di segnalazione degli "AI slop" con i segnali di verifica, LinkedIn spera di anticipare l'ondata di contenuti generati dall'IA e mitigare gli impatti negativi dei post privi di sostanza sull'interesse del pubblico e sull'engagement.
Conclusione
L'introduzione da parte di LinkedIn della funzione "sembra contenuto generato dall'IA" rappresenta un passo significativo nel bilanciamento tra efficienza tecnologica e autenticità umana. Fornendo agli utenti un modo diretto per curare i propri feed e riducendo la visibilità dei contenuti realizzati con poco impegno, la piattaforma rafforza il proprio valore come spazio per connessioni professionali genuine. Sebbene lo strumento non penalizzi globalmente i singoli post, il calo del 40% nelle visualizzazioni dei contenuti segnalati ne dimostra l'efficacia nel modellare il comportamento degli utenti. Man mano che l'IA continua a evolversi, l'approccio di LinkedIn, che combina il feedback degli utenti con i segnali di verifica, offre un modello per mantenere la qualità in un panorama digitale sempre più automatizzato.